Nel contesto della realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità Napoli–Bari, SOCOTEC Italia ha sviluppato un sistema avanzato di indagini e monitoraggio geotecnico lungo la tratta Telese – San Lorenzo – Vitulano.
L’intervento ha affrontato una delle sfide più complesse dell’ingegneria infrastrutturale: la gestione del rischio in un’area interessata da un fenomeno franoso quiescente, potenzialmente riattivabile dalle attività di scavo di una galleria profonda circa 80 metri.
Attraverso un approccio integrato e data-driven, SOCOTEC ha trasformato il sottosuolo in un sistema monitorato, analizzabile e interpretabile in tempo reale, supportando le decisioni progettuali e operative.

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Informazioni chiave
- Nome del Progetto: Monitoraggio geotecnico intelligente per la gestione del rischio franoso nella linea ferroviaria Napoli–Bari
- Data: 2021
- Cliente: Telese Scarl (per conto di Rete Ferroviaria Italiana)
- Luogo: Genova
Dettagli del Progetto
La nuova linea ferroviaria Napoli–Bari, promossa da Rete Ferroviaria Italiana, rappresenta un’infrastruttura strategica per il potenziamento della mobilità nel Sud Italia.
Nel tratto Telese – San Lorenzo – Vitulano, il tracciato attraversa un contesto geomorfologico complesso, caratterizzato da instabilità dei versanti e dalla presenza di frane censite. Nel comune di Ponte (BN), in particolare, è stata individuata un’area in frana quiescente, il cui equilibrio potrebbe essere influenzato dalle opere in sotterraneo.
La realizzazione della galleria ferroviaria, prevista a circa 80 metri di profondità, introduce una variabile critica: l’interazione tra scavo e comportamento del terreno.
La sfida
Il progetto ha richiesto di rispondere a una domanda chiave:
come monitorare e prevedere il comportamento di un versante instabile in relazione a un’opera sotterranea profonda?
Non si trattava solo di acquisire dati, ma di:
- costruire un modello geologico-geotecnico affidabile;
- estendere la conoscenza puntuale a scala volumetrica;
- monitorare in continuo le deformazioni profonde;
- trasformare i dati in informazioni utili per la gestione del rischio.
In altre parole, passare da una conoscenza statica del sottosuolo a una lettura dinamica e predittiva.
L’approccio SOCOTEC
Per affrontare questa complessità, SOCOTEC Italia ha sviluppato un sistema integrato basato su tre pilastri:
1. Indagini geognostiche e modellazione del sottosuolo
Sono stati eseguiti sondaggi profondi, prove geotecniche e analisi di laboratorio per definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni. Queste attività hanno permesso di costruire un modello stratigrafico dettagliato, supportato da una produzione strutturata di dati e relazioni tecniche.
2. Indagini geofisiche per la lettura tridimensionale
Le tecniche geofisiche hanno consentito di superare i limiti delle indagini puntuali, estendendo la conoscenza all’intero volume investigato.
Questo ha reso possibile:
- identificare discontinuità e zone di debolezza;
- migliorare la ricostruzione tridimensionale del sottosuolo;
- ridurre le incertezze interpretative.
3. Monitoraggio geotecnico ibrido e data-driven
Elemento distintivo del progetto è stata l’implementazione di un sistema di monitoraggio geotecnico ibrido, che integra:
- sensori tradizionali per misure puntuali;
- fibra ottica distribuita con tecnologia Brillouin per misure continue.
Il sistema ha trasformato il foro di sondaggio in un sensore distribuito, in grado di rilevare lungo tutta la sua profondità variazioni di deformazione e curvatura del terreno.
Questo ha consentito di:
- individuare con elevata risoluzione le deformazioni profonde;
- intercettare l’attivazione di superfici di scorrimento;
- ricostruire la geometria del piano di frana.
Tecnologie avanzate per il controllo dei movimenti franosi
Dal dato alla decisione
Il valore del progetto risiede nella capacità di integrare dati provenienti da fonti diverse in un unico sistema interpretativo.
L’approccio adottato ha permesso di:
- correlare le deformazioni del terreno con le attività di scavo;
- monitorare in continuo l’evoluzione del fenomeno franoso;
- supportare decisioni tempestive e informate;
- ridurre il rischio geotecnico in fase esecutiva.
In questa prospettiva, il monitoraggio non è più solo uno strumento di controllo, ma diventa un elemento attivo nella gestione dell’opera.
Verso un monitoraggio predittivo
Il progetto rappresenta un esempio concreto di evoluzione verso modelli di gestione del rischio basati su dati e integrazione tecnologica.
L’utilizzo combinato di sensori distribuiti, indagini geofisiche e modellazione geotecnica pone le basi per sistemi di monitoraggio predittivo, in cui il dato viene utilizzato non solo per descrivere il presente, ma per anticipare scenari futuri.
Impatto
Grazie all’approccio adottato, è stato possibile:
- aumentare il livello di conoscenza del sottosuolo;
- migliorare l’affidabilità del modello geotecnico;
- garantire un controllo continuo delle deformazioni profonde;
- ridurre il rischio associato alla realizzazione della galleria;
- contribuire alla sicurezza e alla sostenibilità dell’infrastruttura.
Un nuovo paradigma per le infrastrutture
In contesti complessi come quello della linea Napoli–Bari, la gestione del rischio geotecnico richiede un cambio di paradigma: da approcci statici a sistemi dinamici, integrati e intelligenti.
Questo progetto dimostra come l’integrazione tra ingegneria, sensoristica avanzata e gestione del dato possa trasformare il sottosuolo in un sistema osservabile, interpretabile e governabile.






